Scelte

Come sicuramente ho già scritto, scelgo i libri sfogliandoli a caso. Ieri ne ho preso in mano uno di Jodorowsky, autore che non ho mai letto perché di primo acchito mi sembra un po’ troppo new age. Aprendo il libro quasi all’inizio, tra i diversi aforismi, ho trovato quella che, per me, agnostico, è apparsa come la miglior argomentazione che abbia letto da anni a favore dell’esistenza di Dio.

“Maestro, perché crede che Dio esiste?”

“Perché ne ho bisogno. Se esiste la sete, esiste anche l’acqua.”*

Così l’ho comprato.

* Alejandro Jodorowsky. La vita è un racconto. Feltrinelli

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Cambi di prospettiva

Oggi tornando a casa mi sono fermato in libreria ad acquistare alcuni libri. Quando di notte sono strappato dalle braccia di Morfeo da una onirica preoccupazione, se leggo, dopo un po’ prendo sonno, se guardo il telefonino invece non riesco a riaddormentarmi. Mentre continuavo la strada per casa pensavo se la mia caotica precaria biblioteca, stimolerà mai le menti dei miei figli. Certo la lettura non li appassiona, tanto che, ovviamente, alla suddetta biblioteca preferiscono obnubilarsi sul cellulare o su una consolle portatile. Mentre i miei genitori ci dicevano “non guardate troppa televisione! Leggete!” Io mi sono ritrovato a dire “STACCATEVI da quei cellulari….. leggete….. o per lo meno guardate un po’ di televisione!

Inizio anno

I primi libri letti quest’anno. Mi ha fatto riflettere Limite. Dei limiti della società e della hybris dell’uomo moderno nel volerlo continuamente superare.

Pensavo al fatto che non ponendoci più limiti, soprattutto a livello personale, ci rendiamo più infelici, sentendoci comunque inadeguati. Personalmente mi pongo delle sfide e limiti da superare ma cerco di non farmi condizionare da modelli imposti dalla società.

Con gli anni ho capito che un sentimento che non ha limite è l’insoddisfazione; per cosa avrei potuto fare o cosa avrei potuto essere. Quindi mi accontento.

Questa settimana nel mio viaggio virtuale con i 50 chilometri percorsi a piedi per andare a lavorare, da Trieste sarei arrivato a Marotta. 385 km.

Post confusionario come questo inizio anno.

Quasi preistoria km 335

Sulla strada che percorro per andare a lavorare ci sono alcuni segnali in pietra che indicano il passaggio dei cavi telefonici, che in epoca di 5g sembrano dei piccoli Menir preistorici. C’era una volta un tempo nel quale per telefonare dovevi far girare ripetutamente una rotella in una stretta cabina col pathos dell’ultimo gettone dell’interurbana. Democrazia della comunicazione….. tutti dalla stessa lurida cornetta…..

Intanto la strada percorsa per andare al lavoro da quando ho cominciato a farla interamente a piedi è di 335 km; da Trieste fino a Riccione costeggiando l’Adriatico .

Artattack

Dopo aver cercato invano una porta che si adattasse a quelle della parte vecchia, ho deciso di costruirmela. E con perline di abete, vinavil, troncatrice, fresatrice, ho impiegato tutte le ferie che avevo a Natale per costruirla. Devo solo inserire dei cardini che ho recuperato e delle maniglie sempre d’epoca…. e poi dipingerla. Ma prima devo dargli una carteggiata finale con la orbitale. Stamattina ho pensato… mi sveglio presto e lo faccio fuori … con tutta la polvere che si alza… anche perché i prossimi giorni piove… ma avrei rischiato un linciaggio… i vicini e familiari dormienti non avrebbero gradito….

Lo Zen zero alza la pressione

Viste le file dei giorni passati anche davanti alle librerie, sono andato alla ricerca tra i miei libri sparsi in vari luoghi, di libri non letti o da rileggere. Ne ho trovati diversi su argomento meditazione, arti marziali, zen, acquistati in un certo periodo della mia vita. Quando la pressione un po’ mi si alzava e pensavo a rimedi naturali. Ma anche se sono mattiniero dopo un po’ mi sono rotto le scatole di farmi mezz’ora la mattina e la sera di meditazione.

Vaffanbrodo lo zen.

Zero zen e giù una pastiglietta….

L’albero

Avevo raccontato in passato della bella usanza del santolo di mia moglie ( che vive in un paesino in montagna) di portargli ogni anno sin da bambina un abete del suo bosco come albero di Natale. Quest’anno complice il Covid, l’età avanzata del santolo e la neve che ha coperto le montagne, l’albero non è arrivato. Allora oltre a quello minimal esterno fatto di tre tavole e spago, con listelli , un tondino di ferro di 2 metri, in una mattina di sega e trapano ho costruito l’albero interno; richiuso ha una profondità di meno di 10 cm e soprattutto non perde aghi!

Pensieri di viaggio : il dilemma del pollo

Sul percorso che faccio ogni mattina per andare a lavorare, da un po’ di giorni trovo questi manifesti.

Chi li ha ideati o era idiota o in malafede.

Ovvio che il pollo non sarà salvato se non lo mangi, verrà comunque mangiato da qualcun altro. Se non ci sarà più richiesta semplicemente non verrà fatto nascere. Non ci saranno paradisiache fattorie dove vivono felici ed in libertà milioni di polli.

Quindi meglio vivere per finire in padella o alla brace o non essere esistito?