Storia di una amicizia

Ti ho conosciuto un pomeriggio al supermercato di ritorno dal lavoro. Nel reparto ortofrutta ti ho visto subito ed ho pensato “che cavoli!” Ma non eri un cavolo, eri un melanzano.

Così ti ho adottato e messo da solo in un sacchettino trasparente. Alla cassa la cassiera nel passarti si fa una risata ..” sembra un …” E si trattiene. Ma ti aveva preso sottosopra ed aveva frainteso. Anche se il fatto che fossi proprio vicino alle patate poteva far sorgere un sospetto.

In cucina ti ho appoggiato sul piano di lavoro e mentre cucinavo mi facevi una maschia compagnia. Non dicevi una parola. 

Mia moglie mi chiedeva perché non ti cucinassi. Ma io non sono tipo da accoltellare alle spalle gli amici.

I giorni passavano e tu ti raggrinzivi. Eri diventato melanziano.

Non potevo sprecarti così ed ho quindi deciso di farti parte di un soffritto per una pasta vegetariana, con dadini anche di peperoni, zucchine, patate, pomodori .

Ti ho tagliato il naso, se era quello, piangendo. Avevo appena sminuzzato le cipolle. Ti ho cucinato e ti abbiamo mangiato.

Eri davvero un buon melanzano.

Dicono che …

Coccinella su una delle mie ortensie

… pestare una merda porti fortuna

Non oso pensare cosa sarebbe pestarne una di una coccinella…

Avrei dovuto strappare la foglia dell’ortensia pestarla ed andare a giocare subito il SuperEnalotto.

Ma poi perché rincorrere sempre la SuperFortuna e non accontentarsi di quella di cui già si gode?

A proposito di immaginazione

Mi sono ricordato di mia nonna che si faceva il caffè in un pentolino, di quelli bianchi smaltati, lo passava col passino ma dopo averlo  bevuto rimanevano in fondo alla tazza sempre dei fondi…. E mi spiegava e raccontava  come si leggevano…con il filo di liquido che rimaneva roteava la tazza in modo che la polvere di caffè si redistribuisce.

Peccato non aver appreso quell’arte divinatoria….

Ma poi chi si sarebbe bevuto quel caffè?

Il tuffatore 2

In una piazza di prima mattina quasi deserta, il sole cominciava a scaldare l’aria fresca del mattino e le rondini facevano sentire la loro gioia di vivere. Sulle note di walzer suonate da un fisarmonicista ucraino appoggiato ad un muro ballava un pazzo felice piroettando con le braccia larghe come si faceva da bambini. Poi con pose plastiche, provava il tuffo sui bordi della fontana (vuota), con tanta convinzione che ho atteso cinque minuti per vedere se si tuffava davvero.

Poi mi sono messo in fila con altri colleghi ingrugniti e grigi per entrare a lavoro. Tant’è che mi sono chiesto: chi sta dalla parte giusta?

Il più bel regalo..

che mi sia mai stato fatto (a parte quelli della vita) è stato questo fine settimana. Mia moglie mi ha regalato una quattro giorni di tango a Lubiana con uno dei miti del tango argentino. Quattro ore di corso al giorno più due/tre ore di milonga la sera. Ancora più apprezzato perché per lei questa maratona è stata sfiancante …

Ora mi devo applicare per fare fruttare le lezioni ricevute…

Testa di ca..vallo

Ho preso una litografia del 63 di Gortan, un autore friulano, rappresentante Paride e le Grazie, grafica con vaghe reminiscenze cubiste.  Sotto volevo abbinare una scultura che ricordasse il cavallo di Troia. Non ne ho trovata nessuna a portata di badget e non banale. Cercando sul web vedo una testa di cavallo che però costa un occhio della testa.

Poi ieri fuori nel prato tra i rami della potatura del noce dell’anno scorso la vedo! Bello scoprire che c’è ancora qualcosa del bambino immaginativo in me….

La testa di cavallo.

Ho solo accorciato il muso e dato 4 scalpellate di numero. Il sostengo con tubo di alluminio avanzo di un lavoro  e la base di cemento (ne ho in abbondanza).

Quindi costo zero…..

E volendo ha la misura giusta per essere utilizzata nello spolert l’anno prossimo … Arte circolare….

Le dimensioni contano 2

Per la rampa di scale “pop art” nella parte vecchia della casa, avevo visto su Subito un quadro che mi sembrava adatto.  Vado a ritirarlo ed è talmente grande che in nessun modo mi entra in macchina, tanto che ho dovuto staccarlo, smontare l’ intelaiatura e mettere tutto nel bagagliaio.

Di per sé è molto pop art… Su telone di plastica migliaia di piccoli ritagli di giornale compongono la figura di donna. Di fatto è un collage.

D’impatto.

L’ho appeso comunque…

Infusione fredda

sottotitolo…e chi legge mai le indicazioni?

La mattina per chi non beve il latte faccio il the. O qualche succedaneo giusto per finire scatole di tisane improbabili che si accumulano. Relax, Snellente, Buonanotte, Rinvigorente, Benessere, ecc. Da qualche giorno stavo appunto smaltendo una improbabile “sgonfia gambe” quando mia figlia mi fa:”Guarda che è una tisana fredda!”

“Ma va! È come il the … lo puoi bere caldo e freddo…”

“Ma no! È l’infusione che si fa a freddo, senza far bollire l’acqua!”