Hollywood: vecchio racconto breve quasi autobiografico

“Ma quanto sono sadici gli sceneggiatori di Hollywood?” Se li immaginava lì nei loro studi con vista sulle famose colline; con l’espressione divertita ad inventare le storie dei film e telefilm che poi arriveranno sugli schermi di tutto il mondo. E come modello le loro donne. Un mondo da favola o da incubo, a seconda dei punti di vista, dove gli uomini sono sempre adeguati, spesso anche imperfetti ma adeguati. Ci sono quelli belli, intelligenti e romantici senza macchia e senza paura che trattano le loro donne da principesse, quelli magari non belli, ma intelligenti e romantici che comunque hanno un rapporto speciale con le loro compagne, le capiscono e rispondono alle loro richieste ed ai loro dubbi. Poi ci sono quelli brutti stronzi e bastardi e zoppi che però al momento giusto riescono a mandare in estasi le donne.

Continuamente sollecitata da questi modelli come puoi poi trovare adeguata la realtà? Quando il tuo uomo torna a casa ed hai mille cose da dirgli e da chiedergli:

“Come stai? Come è andata la giornata?”

“Bene, al solito e tu?” ti risponde lui.

Tu donna non demordi fai il resoconto particolareggiato di gran parte della giornata con relative considerazioni,  pensando nel frattempo a come il tuo uomo in fondo sia un bruto ma forse appartenga alla categoria dei bruti che insistendo un po’ tirano fuori il loro amore:

“Ma raccontami che cosa ti è successo di particolare? In fondo stai fuori tutto il giorno”:

E lui di rimando: “Beh sinceramente non mi pare che oggi mi sia accaduto nulla che sia degno di essere raccontato.”

A quel punto  cominci a pensare che il tuo uomo non sia nemmeno in quella seconda categoria e già ti incavoli pensando a come gli altri uomini impieghino almeno una puntata a spiegare alla loro amata cosa avessero fatto.

Ed una cosa è certa. Non appartiene nemmeno alla categoria di quelli brutti, stronzi, zoppi ma interessanti.

Anche se sei tentata di dargli un calcio ed azzopparlo.

Lui pensa a questo mentre sfoglia il libro dell’Aiace. L’ha trovato per caso. In fondo alla libreria su uno scaffale. L’ha aperto ed ha iniziato a leggere. La storia di Aiace che disputa con Odisseo le armi di Achille. Atena aiuta Odisseo e questi si aggiudica le armi. Aiace ha un momento di offuscamento della ragione e pensando di uccidere altri achei compie una strage di armenti. Riavutosi per la vergogna, nonostante l’affetto e la comprensione della moglie si uccide.

Tragedia di un eroe che arriva al gesto estremo per rimanere conforme ai valori del suo tempo e della sua cultura. Era allora come adesso; è un tema così attuale.

Ed invece giù fast food holliwoodiani per la mente che ingrassano ed ingessano la nostra immaginazione.

Che propongono degli eroi fuori dalla vita. Pensava….

Se la moglie avesse visto in lui un Aiace che pur nel dilemma tra un lavoro da impiegato e la trasgressione delle regole, sceglieva per quieto vivere la normalità. Forse ci avrebbe pensato e non avrebbe insistito che lui riaprisse quella saracinesca che ogni giorno chiudeva su quella noiosa ordinarietà..

D’altra parte pensava aveva sempre avuto simpatia dei perdenti. Ma poi erano in realtà tali? Dipende dai punti di vista. Sin da quando da piccolo guardava i film dei cowboy. Gli indiani gli stavano simpatici ancora prima che uscissero Piccolo Uomo e Lupo solitario. A dir la verità però sempre che non si scontrassero con il settimo cavalleria che arrivava a trombe spiegate. Da grande sarebbe appartenuto al settimo alpini…ma questa è un’altra storia.

Crescendo, al ginnasio godevano delle sue simpatie i troiani destinati a soccombere. Guarda caso però Enea che avrebbe poi con i suoi discendenti fondato Roma e che era scampato alla distruzione della città non gli stava così simpatico. Al liceo i dannati di Dante e la bellezza dell’Inferno non erano nemmeno da mettere a confronto con il Purgatorio ed il Paradiso. Molto pochi apparivano empi e di molti non capiva perché fossero lì….il conte Ugolino ad esempio……

Poi crescendo aveva sviluppato una simpatia anche in questo caso al limite del masochismo per un’altra categoria di eterni perdenti… quelli della Sinistra…..

Pensava a queste cose mentre era lì in piedi con il libro in mano quando si rese conto che era tardi. Doveva rientrare a lavoro, quella piccola pausa quotidiana era finita. Tutti i tempi erano prestabiliti e la giornata veniva regolata minuziosamente, dei fili invisibili ma tenaci lo trascinavano a destra e manca.

Chissà se i burattini si rendono conto di vivere nelle storie e di essere legati e manovrati dai fili che li reggono…..

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il cellulare occupa quel poco di tempo libero che mi rimarrebbe per leggere, scrivere, pensare… Vorrei una vacanza libera da orologio e cellulare, non rintracciabile ed ignorante di ciò che accade ora attorno a me. Un tuffo nel vero mare senza “rete”.

La battuta

Nella mia famiglia si scontrano due modalità di comunicazione: La battuta ed il discorso analitico. Sono questioni di educazione; mia moglie é portatrice della seconda tipologia, io utilizzo prevalentemente le battute. Ciò fa comprendere come si svolgono le nostre conversazioni.I miei figli quindi sono allenati per entrambe le modalità ed io gongolo quando ci sono scambi di battute e rispondono a tono. Perché per la battuta ci vuole sintesi, prontezza, intelligenza ed ironia. Tutto bene? Macché… Per capire a fondo i figli e la moglie dovrei addentrarmi in discorsi analitici, non solo ascoltare, ma analizzare appunto… E ne sono incapace

Maggio

A maggio si facevano i fioretti. Si andava a Rosario. Era tutto più naif. Oggi un ragazzino nemmeno sa cos’è un fioretto. Piccoli sacrifici. Mantra mariani. Eravamo certo meno scafati ma era bello uscire la sera ancora con la luce. E se facevamo qualche tiro di pallone in più ed entravamo a Rosario avanzato, non avevamo nessun Grande Fratello a registrare le nostre mosse ma la Madonna che però era comprensiva. E per rimediare facevi un fioretto.”Domani non mangio biscotti!” Tanto era facile.. Spesso non c’erano e quando c’erano erano quei frollini rotondi o rettangolari secchi..secchi..