Cosa non dicono i numeri

Siamo la società dei numeri. Tutto viene rassunto.

Oggi 73 morti per Covid…. Ci abbiamo fatto l’abitudine.

487 ..un numero abbastanza grande

487 morti …… Tanti

487 bambini morti ….. Come è stato possibile? Terribile anche se sono passati tra un po’ 58 anni.

Viaggiando verso l’escursione sul Civetta, sono passato per la Valcellina ed il Vajont. Con i miei figli ci siamo fermati sulla diga. Tempo fa avevano appeso con dei pezzi di stoffa i nomi e l’età dei bambini morti nella tragedia del Vajont… Ebbene leggere scendendo dal parcheggio alla diga tutti quei nomi, che intuivi di fratelli, cugini, comprendevi molto di più che con i numeri l’immensità della tragedia.

Il Coldai

Approfitto di un giorno di ferie per una delle ultime giornate settembrine senza rischio temporali. La meta è il lago del Coldai incastonato ad oltre 2100 metri sotto il Civetta nelle Dolomiti Bellunesi. Alle fine ci siamo fatti 13 km ed oltre 700 metri di dislivello in salita ma i panorami, sebbene ci fosse qualche nuvola, meritavano.

C’è chi usa la gomma con la Storia

Poche cose mi ricordo delle elementari. Tra queste una frase che spesso ripeteva il maestro quando cercavamo di cancellare con la gomma, quella rotonda, blu, dura, a volte per renderla più efficace con leccatina, arrivando a volte a fare un buco sul quaderno.

“se cercate di cancellare con la gomma

si vede il pasticcio,

che rovina la riga,

che a sua volta stona nella pagina

ed una brutta pagina pregiudica l’ordine dell’intero quaderno.”

Erano i tempi della Fiera dell’Est di Branduardi

Quello non mangia il panettone….

Chi usa questo detto, per intendere che uno non arriva a Natale, dovrebbe riconsiderarlo dopo aver conosciuto mia madre.

Complici lockdown, Regioni rosse, vaccini, ecc, da settembre non vedevo mia madre. Per Natale mi aveva anche preparato un panettone di quelli in scatola di latta. Ma non essendoci poi potuti vedere ed avendo la scadenza il 29 Luglio, lo ha conservato.

Finalmente il 25 Luglio ci siamo rivisti e mi ha consegnato il panettone. Avevo quasi deciso di mangiarlo un po’ al giorno alla faccia della dieta.. ma dopo la prima fetta ho pensato….. ma quanti conservanti deve avere per durare tutto questo tempo? E l’ho lasciato agli uccellini…

Il punturatore alpino

Ci pensavo oggi mentre risalendo un sentiero i miei figli mi chiedevano della naja alpina.

Un anno OBBLIGATORIAMENTE dedicato allo Stato, a sparare, marciare, fare guardie, servizi, sbrandare ed ovviamente obbedire agli ordini più diversi. Certo così si può immaginare quanta sia la mia comprensione per lo psicodramma esistenziale ed etico per l’inizio della dittatura di chi subisce la terribile coercizione del dover fare il green pass per poter entrare al cinema o in palestra.

Tanto più che in caserma, per restare in tema, dovevi metterti in fila per fare la famigerata puntura CONTROTUTTO, una bomba di chi sa quali mix di vaccini e mica potevi dire… “No scusi sono un no vax…. ” Tant’è che oltre al megamix, per non farti mancare nulla, ti facevano anche l’anti tifo e un tris di antitetanica. Quest’ultima l’avevo fatta un mese prima di iniziare il militare. Quando glielo ho detto il punturatore in divisa mi guarda con lo sguardo spento e mi fa…”hai la documentazione?” Ovviamente non l’avevo lì. Quindi….

altra puntura….

C’è da dire che poi per vent’anni non ho preso più nemmeno un raffreddore.

Ed un po’da alpino (perché lo si rimane per tutta la vita) provo un sottile piacere nostalgico nel pensare che il capo supremo dei punturatori sia un Generale degli Alpini.