La fakebanana

Sul web vedevo dei video in cui infilzavano dei semi in una banana e questi germogliavano e crescevano. Ciò che non mi quadrava era che le banane rimanessero gialle….

Ho fatto l’esperimento. Dopo dieci giorni banana nera marcia e niente germogli. Eppure ho seguito le istruzioni !

Se si inganna sulle banane figuriamoci su concetti e notizie importanti.

Il dipendente

Prima non ci avevo mai pensato

Prima mi dicevano: “siamo una grande famiglia” ; ma dopo un po’ ho cominciato a pensare a quanti stronzi arrivisti ci fossero in quella famiglia.

Poi negli gli anni della crescita mi dicevano: “siamo una grande squadra” e ci stava, con gli stronzi arrivisti e capetti per raggiungere un risultato comune, il budget, che ti dava qualcosa.

Poi è arrivata la crisi, i premi budget ridotti ad elemosine, han cominciato a dirti “ corri e stai contento di non essere come uno di quei miserabili disoccupati che stanno là fuori”

Ed allora ho avuto l’illuminazione.

Mai più definizione si era rilevata più azzeccata nel suo intrinseco significato. Dipendente.

L’airone che si credeva il centro del creato

Nei lavori di ristrutturazione in casa che mi impegnano nei fine settimana, mi prendo delle pause ed in cinque minuti, con materiali di scarto, mi diverto a fare dei lavoretti visti su Pinterest. Giusto per vedere qualcosa di iniziato e concluso.

Ed ho pensato…. forse anche noi siamo una di queste pause del dio creatore. Si spiegherebbe la nostra imperfezione, ed a volte, scarsa originalità.

Perché? Così va la vita…

Lei. La gatta, non so dove passi la prima parte della notte, dalle tre in poi mi si accoccola sopra e quando mi giro, in equilibrio, come noi caminiamo sulla terra che ruota, rimane sopra e si assesta nella nuova posizione, quasi a ribadire il suo diritto su di me. Per il resto del giorno è schiva e non si fa coccolare. Lei. Il mio cane mi aspetta sempre fuori al ritorno dal lavoro sotto il sole a picco d’estate, al buio sotto la pioggia d’inverno. A lei che solo uno sguardo la fa scodinzolare sono vietati i divani, le poltrone ed ovviamente il mio letto. Si accoccola sul pavimento in fondo al letto. Non so se si chiede il perché di questo mondo ingiusto come farebbe un umano, ma il giorno dopo è ancora li fuori che mi aspetta.

Scelte

Come sicuramente ho già scritto, scelgo i libri sfogliandoli a caso. Ieri ne ho preso in mano uno di Jodorowsky, autore che non ho mai letto perché di primo acchito mi sembra un po’ troppo new age. Aprendo il libro quasi all’inizio, tra i diversi aforismi, ho trovato quella che, per me, agnostico, è apparsa come la miglior argomentazione che abbia letto da anni a favore dell’esistenza di Dio.

“Maestro, perché crede che Dio esiste?”

“Perché ne ho bisogno. Se esiste la sete, esiste anche l’acqua.”*

Così l’ho comprato.

* Alejandro Jodorowsky. La vita è un racconto. Feltrinelli

Cambi di prospettiva

Oggi tornando a casa mi sono fermato in libreria ad acquistare alcuni libri. Quando di notte sono strappato dalle braccia di Morfeo da una onirica preoccupazione, se leggo, dopo un po’ prendo sonno, se guardo il telefonino invece non riesco a riaddormentarmi. Mentre continuavo la strada per casa pensavo se la mia caotica precaria biblioteca, stimolerà mai le menti dei miei figli. Certo la lettura non li appassiona, tanto che, ovviamente, alla suddetta biblioteca preferiscono obnubilarsi sul cellulare o su una consolle portatile. Mentre i miei genitori ci dicevano “non guardate troppa televisione! Leggete!” Io mi sono ritrovato a dire “STACCATEVI da quei cellulari….. leggete….. o per lo meno guardate un po’ di televisione!

Inizio anno

I primi libri letti quest’anno. Mi ha fatto riflettere Limite. Dei limiti della società e della hybris dell’uomo moderno nel volerlo continuamente superare.

Pensavo al fatto che non ponendoci più limiti, soprattutto a livello personale, ci rendiamo più infelici, sentendoci comunque inadeguati. Personalmente mi pongo delle sfide e limiti da superare ma cerco di non farmi condizionare da modelli imposti dalla società.

Con gli anni ho capito che un sentimento che non ha limite è l’insoddisfazione; per cosa avrei potuto fare o cosa avrei potuto essere. Quindi mi accontento.

Questa settimana nel mio viaggio virtuale con i 50 chilometri percorsi a piedi per andare a lavorare, da Trieste sarei arrivato a Marotta. 385 km.

Post confusionario come questo inizio anno.

Quasi preistoria km 335

Sulla strada che percorro per andare a lavorare ci sono alcuni segnali in pietra che indicano il passaggio dei cavi telefonici, che in epoca di 5g sembrano dei piccoli Menir preistorici. C’era una volta un tempo nel quale per telefonare dovevi far girare ripetutamente una rotella in una stretta cabina col pathos dell’ultimo gettone dell’interurbana. Democrazia della comunicazione….. tutti dalla stessa lurida cornetta…..

Intanto la strada percorsa per andare al lavoro da quando ho cominciato a farla interamente a piedi è di 335 km; da Trieste fino a Riccione costeggiando l’Adriatico .